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Fondo Est. Nuove tutele sanitarie per i familiari fiscalmente a carico degli iscritti

Fondo Est. Nuove tutele sanitarie per i familiari fiscalmente a carico degli iscritti

Roma, 11 giugno 2026 - Si amplia il sistema di assistenza sanitaria integrativa garantito dal Fondo Est ai lavoratori del commercio, del turismo, dei servizi e dei settori affini. Dal 1° giugno 2026 il Fondo ha infatti introdotto una nuova copertura sanitaria dedicata ai coniugi, alle persone unite civilmente e ai conviventi di fatto fiscalmente a carico degli iscritti. La nuova misura si affianca alle tutele già previste per i figli minori e rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del welfare contrattuale destinato alle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori aderenti al Fondo. La copertura è riservata ai coniugi, alle persone unite civilmente e ai conviventi di fatto fiscalmente a carico dell'iscritto caponucleo, purché correttamente censiti nei sistemi del Fondo e con un reddito annuo lordo non superiore a 2.840,51 euro. Le prestazioni saranno attive per tutta la durata della copertura dell'iscritto titolare. In caso di sospensione o cessazione del rapporto di lavoro del lavoratore iscritto, oppure nel caso in cui il familiare non risulti più fiscalmente a carico, la copertura sanitaria decadrà automaticamente. Tra le prestazioni garantite rientrano l'area diagnostica specialistica, i ticket per accertamenti diagnostici e di pronto soccorso e le visite specialistiche, gestite direttamente dal Fondo Est. Sono inoltre previste prestazioni odontoiatriche e ortodontiche e specifici programmi di prevenzione diagnostica erogati attraverso UniSalute. Le prenotazioni delle prestazioni e le eventuali richieste di rimborso dovranno essere effettuate direttamente dal coniuge o convivente di fatto correttamente registrato presso il Fondo. Per ulteriori informazioni consultare il sito web https://www.fondoest.it/page/familiari-coniugi/guida-alle-prestazioni.

Cerved, silenzio della proprietà e latitanza del Mimit. Cresce la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori

Cerved, silenzio della proprietà e latitanza del Mimit. Cresce la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori

Roma, 11 giugno 2026 – Silenzio della proprietà, risposte che non arrivano dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e un quadro sempre più preoccupante per il futuro occupazionale. È questa la situazione che continua a vivere chi lavora nel Gruppo Cerved, una condizione di incertezza che ha portato le lavoratrici e i lavoratori prima allo stato di agitazione, poi allo sciopero del 25 marzo scorso, caratterizzato da una forte adesione. “Da mesi – denunciano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – registriamo un clima di forte incertezza e una gestione che continua a negare alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto di conoscere il proprio futuro. Le organizzazioni sindacali avanzano continue richieste di confronto, davanti alle quali continuano ad arrivare solo silenzi”. Al centro delle preoccupazioni sindacali c'è l'assenza di informazioni sul piano industriale e sulle prospettive del gruppo, mentre proseguono le uscite incentivate e le cessazioni dei rapporti di lavoro. “Assistiamo a una situazione sempre più grave. Mentre la proprietà continua a non fornire alcuna spiegazione sulle proprie strategie, le uscite dall'azienda proseguono senza che sia mai stato chiarito quale sia il reale progetto industriale per Cerved”, proseguono le organizzazioni sindacali. Particolarmente dura la denuncia nei confronti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sull'assenza del ministro Adolfo Urso. “Per tre volte abbiamo chiesto formalmente la convocazione di un tavolo di crisi nazionale. Per tre volte non è arrivata alcuna risposta. È un silenzio che riteniamo incomprensibile e inaccettabile, soprattutto considerando il ruolo strategico che Cerved svolge nel sistema economico del Paese”. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono risposte chiare sul numero complessivo delle uscite previste, sulle motivazioni che stanno alla base delle cessazioni dei rapporti di lavoro, sui criteri utilizzati per individuare il personale coinvolto e sul futuro delle attività, delle sedi e dei progetti del gruppo. “È inaccettabile che centinaia di persone continuino a vivere nell'incertezza mentre vengono assunte decisioni che incidono direttamente sulla loro vita professionale e personale”, sottolineano le organizzazioni sindacali. “Chi lavora ha il diritto di sapere quale futuro lo attende”. Per il sindacato resta inoltre aperta una questione più ampia che riguarda il ruolo sociale dell'impresa. “Reputiamo grave - concludono le tre sigle - che gli interessi della proprietà prevalgano sulla trasparenza, sul confronto e sulla responsabilità sociale. Cerved è una realtà di rilevanza nazionale e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori va gestito in maniera trasparente”. Per questo serve un "immediato intervento istituzionale e la convocazione di un tavolo nazionale".

Realco, flop asta: nessuna offerta per i principali lotti aziendali. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: “Cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale”

Realco, flop asta: nessuna offerta per i principali lotti aziendali. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: “Cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale”

Roma, 11 giugno 2026 – Nuovi preoccupanti risvolti per il futuro del gruppo Realco, per i cui asset principali non c'è stata alcuna offerta durante l'asta di ieri. È quanto emerso nell'udienza del 10 giugno, che si è tenuta al tribunale di Bologna, nell'ambito della procedura di vendita avviata dalla cooperativa proprietaria dei marchi Sigma, Ecu ed Economy. Il percorso concordatario avviato a seguito della grave crisi economico-finanziaria che ha investito il gruppo subisce quindi una brusca frenata. L'esito dell'asta ha evidenziato l'assenza di offerte per i lotti da 1 a 4, compreso quello che racchiudeva la parte più consistente del patrimonio aziendale, costituita dalla rete commerciale, dal centro distributivo e dagli immobili di proprietà. L'unica offerta presentata, invece, riguarda il Lotto 5, relativo a nove punti vendita e ai rispettivi rami d'azienda, da parte di Nordovest Insieme srl e Supermercati San Giorgio srl. “L'esito dell'asta rappresenta un passaggio estremamente significativo nella vicenda Realco”, dichiarano unitariamente le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. “Il fatto che non siano arrivate offerte per i principali asset aziendali conferma tutte le difficoltà che da tempo stiamo denunciando e apre una fase di forte incertezza". Per le organizzazioni sindacali, il mancato interesse per la parte principale del Gruppo impone ora una riflessione approfondita sulle prospettive della procedura e sulle garanzie occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. “Parliamo di un passaggio - aggiungono - che non può essere sottovalutato. L'asta avrebbe dovuto rappresentare un momento decisivo per individuare possibili soluzioni industriali". "L'assenza di offerte sui lotti principali rende invece ancora più complesso il quadro e aumenta le preoccupazioni sul futuro dell'azienda”, proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Particolare attenzione è ora rivolta alla scadenza di domani, 12 giugno, per la presentazione del piano concordatario, che potrebbe fornire indicazioni più precise sulle prospettive della società e sugli strumenti che potranno essere messi in campo per salvaguardare l'occupazione. “Le lavoratrici e i lavoratori stanno vivendo da mesi una situazione di forte incertezza. È indispensabile che ogni passaggio della procedura abbia come priorità la tutela dell'occupazione e la salvaguardia delle condizioni contrattuali ed economiche del personale”, sottolineano le tre organizzazioni sindacali. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs annunciano, inoltre, che chiederanno la riconvocazione del tavolo di salvaguardia a Regione Emilia-Romagna. “È necessario riaprire immediatamente il confronto con tutte le istituzioni coinvolte. Serve il massimo impegno per individuare ogni possibile soluzione utile a difendere il lavoro, le professionalità e il presidio occupazionale rappresentato da Realco sui territori".

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